
| Relazione |
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PREMESSE Il complesso sorge in un terreno posto a S.O. di Olbia in un terreno della superficie di un ettaro, donato alla Fondazione “Villa Chiara” con atto notarile allegato alla pratica. Il terreno, originariamente zona agricola secondo il vigente P. di F. è stato recentemente riclassificato zona G su richiesta della Fondazione, accolta dal Consiglio Comunale con unanimità di consensi nella seduta del 12 Gennaio 2000. L’iter per la definitiva approvazione del cambio di destinazione urbanistica con conseguente variante al P. di F. richiede tempi tecnici non facilmente prevedibili ma comunque ragionevolmente si ritiene che entro Giugno c.a. si possa ottenere la definizione della pratica. Per ovvie ragioni, correlate alla tempistica , si richiede che il progetto allegato alla presente relazione venga comunque portato all’attenzione della C.E. per un parere preventivo che diverrà poi definitivo al momento della approvazione della Variante al P. di F. L’immobile vuole essere una casa di accoglienza per disabili e più in generale per persone bisognose di cure e di assistenza continua. E’ articolato su due livelli : Piano terra, che costituisce l’apparato funzionale della struttura ; in esso infatti vengono svolte tutte le attività riabilitative, ricreative, di pronto soccorso ed infermeria, visite specialistiche e mensa. Piano primo, destinato all’alloggio di sedici persone in altrettante camere singole con servizio interno. In esso trova spazio - nell’ala circolare - anche il settore amministrativo della struttura, costituito da una sala riunioni e da due uffici.
L’accesso al lotto avviene tramite una strada che si innesta nella SS. 127 in corrispondenza della tangenziale esterna in prossimità del distributore del gas. In relazione alle disponibilità finanziarie si provvederà a migliorare il tracciato e ad asfaltare la strada stessa con le relative opere d’arte e segnaletica. L’acqua viene prelevata dalla condotta di “Maltana” e, in parte, da un pozzo trivellato. Le acque reflue sono convogliate in un piccolo impianto di depurazione, ed il residuo depurato viene riciclato come fertilizzante - irrigante. La luce è già disponibile ; infatti la zona è già da tempo elettrificata e in più nelle immediate vicinanze, trovasi una attività (comunità per recupero di tossicodipendenti) già fornita di energia elettrica.
Il finanziamento dell’opera, non essendovi al momento fonti certe di finanziamento, è affidato primariamente alla buona sorte accompagnata al solerte e fiducioso lavoro svolto dai fondatori ; Si ritiene comunque di poter attingere finanziamenti da Enti e Istituti a tutti i livelli, che, unitamente alle donazioni di benefattori e alle opere di volontariato, consentano la realizzazione della Casa di accoglienza. Il tecnico incaricato |